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lunedì 23 giugno 2008

Third son

Ecco il terzo rampollo della mia dinastia, Jamaican music, anche detto Raeggeaea (non so come si scrive...)...

Ieri sono andato in montagna, e ho fatto la mia solita furbata. C'era bello, finalmente, dopo un mese di pioggia. Dico: prendo la crema solare, e prendo il sole, così non sembro un cadavere appena uscito dalla bara. Arrivo su, provo a mettere la crema, ma c'è un problema: non arrivo in mezzo alla schiena, e mi sa briga chiedere a terzi (no, non al fiore sopra...) di spalmarmela. Mi dico: tanto basta che me la dia sulle spalle e sul collo, nella schiena non fa niente... Risultato: un quadrato a metà schiena di colore violetto tendente al blu la sera, mentre dove mi sono messo la protezione 140000 stesso colore cadaverico di sempre. Porco cane... Vi allego una foto che ho scattato tornando a casa, in macchina, in movimento, però mi piace. E' bella.


P.

domenica 9 dicembre 2007

My heart is frozen still?

Oggi come d'uso sono andato in montagna. Un tempo truffaldino m'ha impedito di fare quello che volevo. Pioveva, quindi non siamo neanche riusciti a piantare le piante comprate Sabato mattina, dopo che io sono uscito dallo stato comatoso dovuto a veramente troppe poche ore di sonno. Ha piovuto tutta la mattina, poi per fortuna verso le due ha smesso, per lasciare la scena a una bella nevicata. Fiocchi grandi, lenti. Cavolo, non mi ricordavo che la neve fosse così bella. C'è che dovendo lavorare, studiare ecc la vediamo come un impedimento per spostarsi, girare, ecc. Però dài, a parte questo la neve è davvero bella. Quando nevica stare ad ascoltare il fruscio dei fiocchi che si appoggiano per terra. E dopo le forme conservate, ma il colore no. Tutto bianco, gli alberi bianchi, i tetti bianchi, tutto. E i rumori attutiti. Prima o poi vado ad abitare in montagna, poi me la godo davvero la vita. Comunque c'era un freddo non indifferente (intorno agli zero, potete dedurre da ciò che ho appena scritto), e non so perché, la stufa, nonostante la legna che ci buttavo dentro, scaldava poco. Sarà che ho il freddo dentro, che il mio cuore è attivo come un ghiacciolo... No, non è vero, è proprio questo il problema...

While this town is busy sleeping
All the noises died away
I walk the streets to stop my weeping
But she'll never change her ways

Don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
My heart feels so still
As I try to find the will to forget her somehow
Oh I think I've forgotten her now

[...]
As I try to find the will to forget you somehow 'Cause I know you're somewhere out there right now

Già, chissà dov'è adesso. Faccio una promessa, qui ed ora. Mercoledì farò di tutto per divertirmi (però provo a non cioccare nessuno...), e cercherò di non farmi condizionare. Almeno ci provo.

Nella foto: che piova o tiri vento, che nevichi a forza cento (?), lei rimane sempre e comunque una graaan topa.

P.


domenica 28 ottobre 2007

Vi racconto

E' stato un po' fantozziano venerdì sera. Vabbé, andiamo al 13 delle 7 (o era il 7 delle 13?). Piovicchia. Ho un mal di gola tremendo, residuo del venerdì scorso. Saliamo tutti in macchina con un noto tiratardi, speriamo di non sforare il tetto delle quattro... Vabbé, arriviamo là e prima c'era un concerto. Quindi il solito casino leggendario. Non ci fanno passare per l'entrata alla rotonda, probabilmente il parcheggio è pieno o vogliono che si svuoti più facilmente. Ok. Andiamo sulla via Emilia bis, aperta come parcheggio. Andiamo avanti tra due file di macchine parcheggiate, non scherzo, almeno 500 mt. Ma quanta gente c'è stasera? Parcheggiamo a mezzo chilometro buono dall'ingresso. Cioè, mezzo chilometro sotto la pioggerella, che diventa pioggia seria per fortuna solo quando stiamo per entrare. Ma, nel frattempo: proprio quando passiamo per la rotonda a piedi, bagnati come pulcini, il tipo apre e fa entrare le macchine. E il parcheggio era mezzo vuoto!!! Dopo aver nominato mezzo calendario di santi, appunto facciamo per entrare. Alt: io non ho la tessera! Ah, è vero, tieni la mia giacca (di pelle, per 10 minuti sono stato un vero e proprio pheego! Vedi foto) e aspettaci. Altri 10 minuti sotto l'acqua (però 10 minuti da pheego!) poi finalmente si entra. Tutto ok, becco un mio ex compagno di scuola ciao ciao come va ciao ciao. Riesco a tornare a casa anche a un orario per cui, al momento di salire in macchina, ci avrei messo la firma. Levataccia il giorno dopo, sabato, avevo promesso che sarei andato in palestra. Poi il pomeriggio a fare logica in biblioteca. Oggi in montagna, a tagliare le foglie degli iris per l'inverno mi sono tagliato. Ahiaaaaaaaaaaaaa! Poi siamo andati a fare un giro a castagne, e più o meno così è finita la giornata. Un paio di considerazioni sparse: sono contento per una mia amica (che ha quest'indirizzo, ma tanto non ci è mai passata e ora ci passerà anche meno, vedi dopo. O che sia quello che oggi mi ha visitato una 50ina di pagine?) che ha coronato il sogno della vita, andare a fare l'ostetrica. Boh, io, quando ancora ero al livello evolutivo dell'uomo di Neanderthal, perlomeno livello sociale, leggi in quinta superiore o giù di lì, pensavo già che una persona così intelligente come lei era sprecata a fare l'ostetrica. E ho sempre continuato a pensarlo. Magari domani (non oggi: il cerotto sul dito mi fa fare troppa fatica a scrivere) posto qualcosa sui doveri morali che abbiamo nel confronto dei nostri talenti. Ora lo pensano in tanti: non è il fatto che sia contenta per il posto in un consultorio di un paesello della Riviera, ma il fatto di cui è contenta. Secondo me (e non solo secondo me) poteva puntare a ben altro, e avere ben altre ambizioni. Però dice di essere felice: sarà vero? Sarà ancora felice tra un paio d'anni? Il tempo ci darà risposta, è solo lui che sa tutto. E poi: uffa, la situazione non può essere come in tutto il resto del mondo? Non posso cancellarla da telefono, vista e mente, e magari sostituirla con una qualunque medica (brrrr, mi vergogno di questi pensieri... Magari poi li puntualizzo, perché messi così danno davvero i brividi. Però puntualizzo successivamente, sempre per il cerotto)? No, devo continuare a pensarle, per un motivo o per un altro. Se poi, un attimo prima di prendermi per andare a casa venerdì sera, tra uno scioglilingua e un altro (neanche uno giusto, e vorrei vedere...) per provare che sono sobrio, mi si dice che dovrei insistere... Uffa, poi ci penso un mese io a questa cosa. No, è solo cortesia, così come è sempre stato. Non c'è interesse, come non c'è mai stato. Lo so. Ma non posso fare a meno di illudermi, ancora, e ancora, e ancora. Aaaaaaaaaaaaaahhhhhh. Ah, stasera faccio una prova: ricomincio a riascoltare Tenco, dopo un 5-6 mesi. Vediamo che effetto mi fa.

P.

domenica 30 settembre 2007

Mi sto ammalando...

Oggi abbiamo vendemmiato e mostato in montagna, ma non è di questo che voglio pensare. E' che mi sa che mi sto ammalando. Tutto oggi con un mal di testa da bestia, e poi proprio la sensazione di starsi ammalando, quando magari non hai freddo, ma al caldo stai decisamente meglio. Speriamo di no, speriamo di no...

P.

lunedì 6 agosto 2007

Keep playing

Ok sono una mezza giornata a casa perché devo andare dal dentista per una faccenda urgente. Allora magari lascio qualcosa per i due E. che sono fino ad ora gli unici visitatori di questo Agosto. Un po' di cronaca? Ho lavorato/sto lavorando come un mulo, almeno si pensa poco a fare così... Poi: mia sorella si è fatta razzare la macchina fotografica in Spagna. Già, lei era in vacanza in Spagna con le sue amiche, mentre io in montagna coi miei. Ieri sera siamo andati a mangiare la pizza tutti insieme, non accade spesso. Buona la pizza, poi mi sono strafogato di patatine. Ho cercato di essere di compagnia, non posso fare pesare i miei problemi sugli altri. O almeno devo cercare di farlo nella minor maniera possibile. Così ho scherzato, ho raccontato della palestra, ho sprecato un paio di battute intelligenti che non sono state capite. Poi un mio amico m'ha telefonato da Venice Beach. Cazzo. Là erano le due del pomeriggio. Meno male che ero uscito a mangiare coi miei, se no a quell'ora ero secco a letto, già. Infatti il programma delle mie giornate è un po' diverso da quello di casa: leva intorno le 7, lavoro fino al mezzodì, tentativi di passare l'afa post-meridiana attraverso la lettura ( a proposito: quella de L'idiota procede a rilento, sono solo a pagina 80...), ri-lavoro, doccia, cena e a letto intorno alle nove. Niente tv, niente musica, niente telefono. Niente. E incredibilmente in questa situazione riesco anche a non pensarle troppo. Non niente, ma neanche troppo. E quando

mi sembra di sentire il tuo ricordo che bussa

cerco di fare come suggerisce Max,

io non aprirò.

Cerco. Non sempre riesco. Ieri mattina non ci sono riuscito. Cavolo.


Questo è per ricordare che bisogna sempre continuare a giocare. Nonostante tutto e tutti. Alla prossima, ciao.

P.

mercoledì 13 giugno 2007

Fotoblog?

Massì. Visto che non ho tanto tempo e per ora la mia testa è occupata dagli ordinali, postiamo qualche foto e scriviamo meno, chissà che ai miei lettori sia cosa gradita. Questa l'ho fatta in montagna in Marzo. Non è un granché, però a me piace. E poi l'ho fatta dalla macchina un po' random. Ah cmq sono ancora tristerrimo, ma fa lo stesso. Non vi tedio con le solite menate esistenziali.


P.

domenica 27 maggio 2007

L'ho visto! L'ho visto!

Cazzo, sì, sì!! L'ho chiamato ieri! E lui ha risposto!! L'ho visto, l'upupa!! Che bello, che bello... Era ormai ora di andare a casa, saranno state le sette e mezza. M'ero messo davanti a casa, sotto il noce, su una sedia a guardare i nuvoloni sul Cusna e a prendere il vento fresco che stava tirando. Il paesaggio era questo (la foto è dell'estate scorsa, non di oggi):
Stavo pensando che oggi me l'ero goduta, anche se le avevo pensato troppo, chissà con che diritto poi...(cit.) L'avevo detto che mi fa bene fare attività fisica, in montagna, rinfranca lo spirito. E poi se vedi l'upupa, così, di colpo, per un po' la settimana schifa che è appena finita scompare, e sei felice, e a cuore leggero. Dicevo: ero lì sotto, era sotto sera, e a un certo punto dal boschetto sotto casa si alza una cornacchia, di quelle che ci vengono a mangiare le uova. Seguo un po' il suo volo, poi guardo da dove si è alzata per capire se aveva appena banchettato. Si era lanciata da una quercia, non era andata a rubare un uovo. E lì, mentre guardo in quella direzione, proprio sull'abete lungo il mio sguardo, sul ramo più in vista, si posa. Alza un attimo la cresta. Lo riconosco subito, quella livrea arancione è inconfondibile; mi vede, vola subito via giù nel bosco. Che bello, che bello. Quel pennacchio di penne sulla testa... L'avevo visto un'altra volta quest'anno, a momenti lo investivo nella stradina sotto casa, poi mi è volato di fianco per un po', poi è tornato indietro, quella volta l'ho visto più da vicino, era a 2 metri, ma stavolta è stato così, un lampo, imprevisto, improvviso, un po' come quando in dipartimento La vedi e non te l'aspettavi, e magari ti saluta anche... :( Ritornando al pennuto, boh, forse ha fatto il nido nel boschetto, o tra le assi della baracca, o magari era venuto solo a mangiare. Oggi ho anche visto 2 biacchi (la biscia grigia da noi si chiama così) che erano tutti attorcigliati sulla strada. Eh sì sentono la primavera anche loro :-) Erano lunghi, quasi un metro, poi quando sono tornato dopo non c'erano più, magari lui stava fumando...

Sono insolitamente allegro oggi, meglio così, così non scasso le balle di quelli che mi stanno intorno, che non sono costretti a rispondermi in Morse. Magari tra un'oretta scrivo quello che mi è capitato ieri sera...

P.