Chi sono? Cosa sto facendo qui? Perché tutte queste persone mi sono così distanti, e mi sento così distante da loro? Da tutti? Non faccio parte di questo mondo. Perché mi ostino a cercare di farne parte? Così dopo è ancora più dura rendersi conto che si è come olio e acqua, che sei respinto ed è naturale che sia così. Perché sono olio e tutto il resto del mondo è acqua?
P.
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sabato 11 dicembre 2010
domenica 17 ottobre 2010
Sto diventando Comunista.
Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che «vivere vuol dire essere partigiani». Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. [...] Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? [...] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
P.
martedì 17 agosto 2010
Odi et odi
Oh sto diventando un vecchio rincoglionito rompiballe. Non sopporto più la gente, nessuno. Vedere la gente in giro mi irrita, sarà perché non sono quasi mai in giro. Mi fanno incazzare i discorsi vuoti degli altri, ma mi fanno anche incazzare i discorsi vuoti che sono costretto a fare per cordialità. Così mi diverto a fare lo stupido, anzi a mascherare da discorsi stupidi discorsi intelligenti, così mi sento superiore alla conversazione e magari passo anche per stupido, che non è mai un male. Mi stanno sul cazzo quelli che ci provano con le tipe, che magari non le conoscono neanche. Mi stanno sul cazzo una lista quasi infinita di comportamenti stereotipati, ormai incancellabili. I baci sulle guance quando ci si incontra, soprattutto (e speriamo solo) con una ragazza. Fare gli auguri su facebook anche se non te ne frega un cazzo a quelli a cui li fai, o se quelli a cui li fai, non gliene frega un cazzo, anzi magari sarebbe meglio che non glieli facessi, così entrambi convinti di continuare ad ignorarsi e meglio così forse. Guardare le tette delle ragazze sedute al tavolo di fronte al tuo, e lanciarsi occhiate ammiccanti. Penso che il sesso, latente o meno, e tutti i comportamenti sessuali siano la rovina di una società seria e un minimo dignitosa. Pensare alle persone solo in rapporto a te, a quello che ti possono dare, a come le puoi usare, cosa ci puoi fare. Basta mi ritiro in un eremo a fare matematica.
P.
P.
domenica 18 luglio 2010
Idealista
Boh io mi sembra che sia molto più bello e utile essere un idealista, con un ideale bello, con un punto luminoso a cui guardare, anche in fondo non è luminoso, per noi è luminoso e ci guida, piuttosto che un gretto materialista che guarda solo all'utile immediato, al domani ma non al dopodomani. Perché così tu guardi più lontano, e chi guarda lontano può vedere più cose, anche se magari quelle vicine le nota meno.Perché dobbiamo guardare le stelle, e non dove mettiamo il piede. Tanto il piede nove su dieci lo mettiamo sul sicuro. Perché voglio avere miti, ideali e idoli. Perché è tutto quello che mi manca nel non avere una religione.

P.

P.
venerdì 16 luglio 2010
ICE
Vedere la situazione sentimentale, su quel maledetto FB, di una persona che si conosce, coetanea, passare da "impegnata con" a "sposata con" mi ha ghiacciato il sangue nelle vene. E un po' ho pensato a cosa deve aver pensato lei quando ha cambiato quello stato, se si è resa conto di che cavolo ha combinato Sabato (?), se proprio in quel momento le è corso un brivido lungo la schiena. Secondo me, sì. E chissà se sì è anche resa conto che mo' è fregata.
Anyway, in case of emergency, shot me. Like Raoul vs. Juza.
P.s. I'm writing a book. As soon as possible the first chapter here, online, only for my crazy fans. Cheers,
P.
Anyway, in case of emergency, shot me. Like Raoul vs. Juza.
P.s. I'm writing a book. As soon as possible the first chapter here, online, only for my crazy fans. Cheers,
P.
domenica 6 giugno 2010
Il destino è un segugio implacabile
Non c'è niente da fare, non puoi cambiare la tua vita come vorresti che fosse. Puoi illuderti qualche minuto, ma poi arriva lui e riporta tutto implacabile sui suoi binari. Non abbiamo nessuna volontà sulla nostra vita, tutto è già scritto in lettere d'oro sin dall'inizio dei tempi, e lo resterà per sempre. Tutto è già deciso, le nostre vite, i nostri futuri. Nemmeno un secondo della nostra vita ventura è lasciato alla nostra scelta, e se lo crediamo - e anche ciò è scritto, che noi crediamo in un certo momento di essere liberi - è solo un'illusione, come un'illusione è credere nella grandezza della nostra ragione e della nostra volontà. Tutte le tristezze delle nostre esistenze sono scritte in lettere rosse, e le poche gioie in lettere blu. E ci illudiamo, ancora, pensiamo che le prime siano causa del nostro cattivo comportamento, e ce ne doliamo, e ci riempiamo inutilmente il cuore con le seconde, merito inspiegabile o casualità voluta. E niente cambia, niente cambierà, perché niente può cambiare. Possiamo cambiare posto, cambiare amici, cambiare lavoro, ma il fantasma che ci rode dentro è sempre lì a ricordarci che sul Libro d'oro c'è già deciso tutto.
E la cena sociale di stasera è stato qualcosa di vomitevole.
E il mio destino è che sono uno sfigato del cazzo.
P.
E la cena sociale di stasera è stato qualcosa di vomitevole.
E il mio destino è che sono uno sfigato del cazzo.
P.
sabato 23 gennaio 2010
Umano, troppo umano
Ecco da qualche parte lo dovevo scrivere, che importa se lo leggeranno in pochi, da qualche parte lo devo scrivere. E a cos'altro serve un blog? Roberto Saviano mi ha fatto un'impressione micidiale ieri. Innanzitutto perché ho capito quanto grande è il potere della parola. Se gira costantemente circondato da sei uomini, che ne nascondono completamente la figura, se è necessario contollare con in cani anti esplosivi, se palazzo della Carovana diventa un posto blindato con poliziotti in borghese e controlli a ogni porta, tutto ciò è conseguenza della sua parola. Della forza di quello che dice e della forza con cui lo dice. Il potere non l'ha conquistato con la pistola, o con l'intimidazione. L'ha conquistato con la parola.
L'altra cosa che mi ha tanto colpito è stata la risposta a una domanda banale, cosa è cambiato nella tua vita e sei pentito di quello che hai fatto scrivendo Gomorra. Domanda alla richiesta della quale ci siamo messi tutti le mani nei capelli e un brusio si è sollevato in sala. E Saviano mi ha decisamente sorpreso. Mi aspettavo una risposta banale, standardizzata dalle centinaia e centinaia di volte che l'ha dovuta ripetere. E invece no, qualcosa è cambiato, piano piano diventava sempre più una confidenza a un amico, a una sala di amici, piuttosto che una risposta a un pubblico di sconosciuti. E Saviano è diventato umano, troppo umano. E ha alternato momenti di oratoria lucidità e momenti in cui ha confessato le sue paure, le sue ansie e la delusione che deriva dal livore che gli riservano i suoi conterranei. E ben si capiva, il cambiamento, dall'incrinarsi del tono della voce e dal comparire di pause di riflessione in un'arte oratoria ben oliata. E il messaggio più bello che è rimasto da più di due ore e mezza di discussione è proprio questo: nella lotta contro il male, non ci sono eroi. Ci sono solo uomini, come noi.
P.
L'altra cosa che mi ha tanto colpito è stata la risposta a una domanda banale, cosa è cambiato nella tua vita e sei pentito di quello che hai fatto scrivendo Gomorra. Domanda alla richiesta della quale ci siamo messi tutti le mani nei capelli e un brusio si è sollevato in sala. E Saviano mi ha decisamente sorpreso. Mi aspettavo una risposta banale, standardizzata dalle centinaia e centinaia di volte che l'ha dovuta ripetere. E invece no, qualcosa è cambiato, piano piano diventava sempre più una confidenza a un amico, a una sala di amici, piuttosto che una risposta a un pubblico di sconosciuti. E Saviano è diventato umano, troppo umano. E ha alternato momenti di oratoria lucidità e momenti in cui ha confessato le sue paure, le sue ansie e la delusione che deriva dal livore che gli riservano i suoi conterranei. E ben si capiva, il cambiamento, dall'incrinarsi del tono della voce e dal comparire di pause di riflessione in un'arte oratoria ben oliata. E il messaggio più bello che è rimasto da più di due ore e mezza di discussione è proprio questo: nella lotta contro il male, non ci sono eroi. Ci sono solo uomini, come noi.
P.
venerdì 8 gennaio 2010
Perché ti servo
I rapporti, non in generale sentimentali, ma spesso anche quelli, tra le persone derivano tutti da uno stesso germe utilitaristico. Io ho un certo tipo di legame con te, perché mi servi. Mi servi perché mi fai stare bene, sei simpatico, mi servi perché mi passi i compiti, perché prendi gli appunti meglio di me e poi me li passi, perché ogni tanto mi paghi una birra, perché mi ascolti, perché mi interessa quello che mi dici. Non c'è niente di filosofico né di trascendentale nell'amicizia, nella conoscenza, nei rapporti sociali. Tutto è quanto di più gretto e materiale possa esserci. Poi i rapporti si modificano, cambiano, finiscono, sia perché ci sono altri bisogni, o solo perché si è troppo pigri o dispiace troppo modificarli, o tirarseli dietro. Questo l'ho capito un po' di tempo fa, e ognuno dovrebbe caprilo il più presto possible, perché trincerarsi dietro illusioni e utopie non è nient'altro che ingannare noi stessi. Ognuno dovrebbe sempre essere il più onesto possibile con sé stesso.
P.
P.
martedì 5 gennaio 2010
Back in time
Sarà la giornata un po' così, con un tempo che non sa neanche lui che fare, se essere neve o pioggia, o solo nebbia. O forse il giorno, nel limbo tra il fare e il non fare, tra il festivo e il feriale, in attesa di ricominciare a fare. Sarà che non si può buttare via tutta la giornata davanti un pc. Però ti chiedi che cavolo ci stai a fare qui, per quale ragione e per quale scopo pesti la terra che hai davanti ai piedi, o l'acceleratore della macchina, se non cammini. E ti rispondi che è così e basta, e non ha senso farsi domande, e il principio antropico è la risposta a tutto, perché se tu non ci fossi non te lo chiederesti e basta.
Ma ci sei, e quindi come devi passare i giorni che ti separano dalla tua morte? Quale deve essere il fine di tali giorni? Chiudere gli occhi soddisfatto di quello che hai fatto? Chiudere gli occhi senza rimpianti? Senza rimorsi? Senza giornate buttate su farmville? Felice? Ma felice devi esserlo stato prima, morire in un istante di felicità è pur sempre un istante... Una vita difficile è riscattata da un istante di felicità mentre esaliamo l'ultimo fiato? Se non c'è nulla dopo, no. E quindi? A cosa aspirare? A una vita tranquilla nella mediocrità, con tua moglie che lava i piatti in cucina e tua figlia che prova il suo vestito nuovo, e sorride? A un film sul divano la sera? O a droga, sesso e rock'n'roll? O forse bisogna vivere, e basta...
P.
Ma ci sei, e quindi come devi passare i giorni che ti separano dalla tua morte? Quale deve essere il fine di tali giorni? Chiudere gli occhi soddisfatto di quello che hai fatto? Chiudere gli occhi senza rimpianti? Senza rimorsi? Senza giornate buttate su farmville? Felice? Ma felice devi esserlo stato prima, morire in un istante di felicità è pur sempre un istante... Una vita difficile è riscattata da un istante di felicità mentre esaliamo l'ultimo fiato? Se non c'è nulla dopo, no. E quindi? A cosa aspirare? A una vita tranquilla nella mediocrità, con tua moglie che lava i piatti in cucina e tua figlia che prova il suo vestito nuovo, e sorride? A un film sul divano la sera? O a droga, sesso e rock'n'roll? O forse bisogna vivere, e basta...
P.
domenica 1 marzo 2009
Grazie K-rock
Ci sono momenti un po' così, in cui le parole non servono più di tanto. Poi la radio sintonizzata sul quarto canale memorizzato, così, la programmazione serale è più confortante della radiocronaca della Juve. Canzonette. Poi, in un certo momento, nel momento perfetto, la canzone perfetta. Giuro, la canzone perfetta. Prima quella chitarra... Brivido. Sheets of empty canvas... Altro brivido, devastante. Uno sguardo perso nel vuoto, le orecchie tese a non perderne una parola, soprattutto quelle parole. Certi momenti non li scorderai tanto facilmente.
Giusto perché in questo blog ci sia ancora una scintilla di vita.
P.
Giusto perché in questo blog ci sia ancora una scintilla di vita.
P.
giovedì 25 dicembre 2008
Figura di cioccolata natalizia
Innanzitutto Buon Natale a tutti. E' passato un po' di tempo da quando perdevo un'ora per cercare un'immagine carina, una canzone carina, impaginarne il testo bene benino, per fare gli auguri ai tacchini, e non temete che c'è sempre qualcuno che vi pensa, e quella è ancora la mia canzone natalizia preferita e lo sarà sempre, perché John era uno che sognava ma noi dovremmo raggiungerlo per un natale che sia non solo natale ma anche e soprattutto Natale. Perché nothing is lost, e in questi giorni il brivido è più forte quando lo sento cantare, e non solo perché c'è più freddo che, che ne so, a Maggio. Perché i ricordi sono parte di noi, sono belli e più importanti del presente. Perché il passato è passato, e ci rimangono presente e futuro (e concentrato triplo). Perché mi stanno venendo i brividi a ripensarci.
Dicevo: figure di cioccolata. Ieri sera in pizzeria con amici per farsi gli auguri. Aspettiamo un macello di tempo. Noi in quattro, e ad aspettare con noi che la comitiva di calciatori si levi, un gruppetto di donne, oramai grandicelle. In particolare una, neanche bella, con un bendidio supportato da un'impalcatura degna di quelle che monta mio zio, che costruisce case, e un vestito con un buco tondo, al centro, per far vedere quello che era intenzionata a far vedere, nonostante stesse in una pizzeria sfigata nella quasi-bassa reggiana. Insomma, avete capito. Ecco, praticamente la serata scorre liscia, a parte un'increspatura sismica, fino a dopo il dolce. Lì accade il patatrac. Un mio amico (giuro che non ero io, era lui che era seduto di fronte a me), attirato da un "ops" non so quanto involontario e dalla caduta di una sciarpa che copriva quel buco, simile a quello del soffitto nel Pantheon, ci casca. Occhio da pesce lesso e bava alla bocca quel tanto per basta per farsi sgamare pesantemente e farsi anche prendere in giro con uno "oh, scusa" che puzza tanto di "quanto sono figa e superiore" anche se sento che ha un retrogusto di "quanto te la tiri per un davanzale restaurato". Mi ha sgamato pesantemente. Me ne sono accorto... Andiamo? Sì, e con la V di veloce... E nel frattempo, un "come mai ora se ne vanno?", urlato alle sue amiche, fa vibrare l'aria del locale. Paghiamo con le code tra le gambe ma, appena usciti, ridiamo come cretini. Da cappottarsi. Che bello, ragazzi...
P.
Dicevo: figure di cioccolata. Ieri sera in pizzeria con amici per farsi gli auguri. Aspettiamo un macello di tempo. Noi in quattro, e ad aspettare con noi che la comitiva di calciatori si levi, un gruppetto di donne, oramai grandicelle. In particolare una, neanche bella, con un bendidio supportato da un'impalcatura degna di quelle che monta mio zio, che costruisce case, e un vestito con un buco tondo, al centro, per far vedere quello che era intenzionata a far vedere, nonostante stesse in una pizzeria sfigata nella quasi-bassa reggiana. Insomma, avete capito. Ecco, praticamente la serata scorre liscia, a parte un'increspatura sismica, fino a dopo il dolce. Lì accade il patatrac. Un mio amico (giuro che non ero io, era lui che era seduto di fronte a me), attirato da un "ops" non so quanto involontario e dalla caduta di una sciarpa che copriva quel buco, simile a quello del soffitto nel Pantheon, ci casca. Occhio da pesce lesso e bava alla bocca quel tanto per basta per farsi sgamare pesantemente e farsi anche prendere in giro con uno "oh, scusa" che puzza tanto di "quanto sono figa e superiore" anche se sento che ha un retrogusto di "quanto te la tiri per un davanzale restaurato". Mi ha sgamato pesantemente. Me ne sono accorto... Andiamo? Sì, e con la V di veloce... E nel frattempo, un "come mai ora se ne vanno?", urlato alle sue amiche, fa vibrare l'aria del locale. Paghiamo con le code tra le gambe ma, appena usciti, ridiamo come cretini. Da cappottarsi. Che bello, ragazzi...
P.
giovedì 20 novembre 2008
In serate così
l'unica cosa da fare è aprire youtube, mettere le casse a volume medio basso e, dopo aver digitato damien rice, clicckare su search. E poi partire da un punto, un video a caso e veleggiare tra i related videos.
P.
P.
mercoledì 12 novembre 2008
E ora?
E ora è tempo che ricominci a rompervi le balle coi miei dubbi e i miei dilemmi, le mie ossessioni e le mie manie... E ora che mi sono laureato? Che faccio? Aspetto quello che passa il convento? Ci sarebbe una strada, la solita strada per quelli come me. La voglio percorrere? Mi conviene percorrerla? Quella strada mi porterebbe lontano da casa. Per tanto tempo, credo. E allora cos'altro? Una vita normale, come milioni di altri? Rincorrendo le mie passioni, i miei hobbies, ma non i miei sogni? Ma è davvero necessario distinguersi, guardare gli altri da una posizione privilegiata? O forse la posizione privilegiata è solo consapevolezza di chi e cosa si è... Per adesso studio la sesta partita e lo Sposalizio, scrivo matematica in inglese, alleno bambini, gioco ancora a pallavolo, qualche lezione ogni tanto, qualche giro in dipartimento, mi perdo nei siti di Kinnebrew e Trimmer, cerco di non rigare lo schermo del nuovo cellulare, cerco ancora di rientrare dalle spese della laurea & affini, raccolgo le foglie che stanno cadendo in giardino. E cerco un posto in giardino per una liquidambar o due, ma mi sa che le dovrò piantare in camera di fianco al mio letto. Per un po' posso permettermi di guardare cosa passano alla tv della vita, anche se sempre più vogliono risposte precise da me. Ma sono bravo a eludere e divagare. Scegliere non è facile, soprattutto quando hai la strada tracciata ma non sai se la vuoi seguire. E se poi ti perdi? Ho letto La solitudine dei numeri primi. Perché? Perché mi aspettavano 5 ore di treno da solo, perché ero entrato in libreria e avevo deciso di comprare già qualcosa e già che c'ero mi son detto di lasciarmi allo shopping. E perchè quello? Perché nothing is lost, it's just frozen in frost. Carino, a volte un po' tirato via, ma carino. E poi boh un po' mi ha fatto pensare, come spesso mi accade è giunto nel momento giusto per essere letto. Come Guerra e pace. Come Il lupo della steppa. Come 1984. Come Borges. Sto rileggendo L'Aleph, un racconto a sera. E' un capolavoro, difficile ma consigliatissimo. Cavolo mi sono giusto adesso accorto del rapporto tra il titolo e il fil rouge dei racconti, l'infinito. Sempre più stima per Borges.
P.
P.
venerdì 31 ottobre 2008
Sono famoso (a modo mio)
Oggi ero al Conad a comprare piatti e bicchieri per domani, e mentre scelgo i più economici sento una signora che fa "mo ti ho visto in televisione, complimenti!". Conscio del fatto che una laurea in matematica tira, ma non così tanto, mi sono guardato in giro cercando a chi si rivolgesse. E ho visto questa qui (ma vedi anche qui, qui e qui), che avevo già visto alla tv quando mia sorella guarda Uomini \& Donne, e avevo notato per gli occhiali improponibili e perché parlava dei Petali di Reggio. Arrivo a casa, lo dico a mia sorella e scopro che costei mi aveva tirato un pugno a catechismo qualche anno fa. Io non ricordo. Se fosse vero potrei però chiederle i danni...
P.
P.
sabato 6 settembre 2008
A look on America
God bless America. E noi stiamo qui ad ascoltare se sarebbe più rivoluzionario un presidente nero o un presidente donna e cosa fa John quando non è in bagno. Vi confesso che ho paura, se vince McCain (eh, mi sa che... Perché? Perché, almeno per ora la maggioranza in America è bianca. E una buona parte è super-conservatrice e pure un po' razzista. E non ci sono più le mezze stagioni, ovviamente), sono cazzi. E poi la Palin mi sta immensamente sulle palle. Vuoi perché usa il figlio down per beccare i voti delle famiglie con handicappati («Le famiglie di bambini con handicap avranno con me sempre un'alleata alla Casa Bianca»), vuoi perché in America sarei un democratico, e mi stanno sulle palle i conservatori. Vuoi perché è antiabortista (dite che tutti i cinque figli sono voluti? Mi ricorda tanto-tanto-tanto la famiglia del reverendo Camden, però non c'è la strafiga nella famiglia Palin...),
vuoi perché mi puzza di teo-con. Vuoi perché secondo me prima o poi salta fuori un filmino amatoriale di lei che fa cose porche. Ha troppo la faccia...
Nella foto: dite che il suo babbo rev. Cadmen l'abbia prese bene questa foto?
P.
vuoi perché mi puzza di teo-con. Vuoi perché secondo me prima o poi salta fuori un filmino amatoriale di lei che fa cose porche. Ha troppo la faccia...Nella foto: dite che il suo babbo rev. Cadmen l'abbia prese bene questa foto?
P.
giovedì 17 luglio 2008
Last exam, it's gone...
Già. Oggi ho dato il mio ultimo esame. L'ultimo esame, in senso strettamente universitario, della mia vita. E' finita come è cominciata, circa. Solo che il primo era Programmazione 1, e l'ultimo Analisi superiore 3. Me lo ricordo come fosse ieri il primo. Vecchio dipartimento, aulona di economia. Io spostato in piccionaia, di fianco alla finestra spalancata, perché eravamo troppi e non si voleva copiassimo. Credo che mi mancherà tutto ciò. Non mi mancherà la tensione, la paura di non starci col tempo, lo studiare quando non ne hai voglia, quando fuori c'è bello e caldo e non aspettano che te per andare a giocare a calcetto. Però mi mancherà la scarica di adrenalina una volta il libretto è firmato, l'attesa fuori dagli studi per sapere il tuo voto & l'attesa, interminabile, per la prima domanda negli orali. Non mi mancheranno gli scritti di analisi, ma mi mancherà la concentrazione e determinazione che dovevi metterci per farli. Mi mancherà la sensazione di luce che arrivava quando capivi come andava risolto l'esercizio. Mi mancheranno gli spazi di Sobolev nel primo scritto di Funz+A e le mani nei capelli in diversi scritti di Funz, e come diavolo si fa questo. Mi mancheranno le birre bevute per festeggiare la riuscita di un esame. Ma forse mi mancherà anche quella tensione che prende forte allo stomaco, che ti fa dire ma quando tocca a me, finalmente tocca a me, che ti fa tirare testate contro la porta dell'ascensore e camminare incessantemente nei corridoi del dipartimento. Magari la ritroverò da qualche altra parte. Mi mancherà il poter dire uno in meno. Cazzo sono un po' più vecchio stasera, e non solo perché un'altra giornata è passata...
P.
P.
giovedì 10 luglio 2008
Christian
Ho ricevuto questo video via podcast, ogni tanto me ne arriva uno, si chiama Best of youtube il podcast. Ogni tanto ci sono delle cazzate, ogni tanto qualcosa di carino. Beh devo dire che questo è notevole. Mi ha fatto venire i brividi.
Sarà perché di solito non associo quello che chiamiamo comunemente "sentimento" a niente che non abbia 46 cromosomi e cammini su due gambe. Sarà perché associo l'abbraccio a due amici, o due persone che si vogliono bene. Sarà perché penso che se un leone corre verso un uomo, lo fa per sbranarlo. Sarà perché sono antiquato...
P.s. forse è anche per la canzone...
P.
Sarà perché di solito non associo quello che chiamiamo comunemente "sentimento" a niente che non abbia 46 cromosomi e cammini su due gambe. Sarà perché associo l'abbraccio a due amici, o due persone che si vogliono bene. Sarà perché penso che se un leone corre verso un uomo, lo fa per sbranarlo. Sarà perché sono antiquato...
P.s. forse è anche per la canzone...
P.
mercoledì 2 luglio 2008
Come procede la mia tesi
Qualche tempo fa si commentava, riguardo un accanito fan del LaTeX, che compilando la sua tesi succedeva una cosa mai vista: c'erano tre zeri, 0 Error(s), 0 Warning(s), 0 Bad Box(es). Chi usa LaTeX sa di cosa sto parlando. Beh, io posso dire di fare decisamente meglio. Se compilo ora il codice della mia tesi, ecco cosa compare:
0 Error(s), 0 Warning(s), 0 Bad Box(es), 0 Page(s)
Eh, no... Nel frattempo ieri primo fiore di Spacecoast KOT, il fiore più vigoroso, nuovo, costoso, avanzato geneticamente e fico della mia collezione di hemero:

P.
0 Error(s), 0 Warning(s), 0 Bad Box(es), 0 Page(s)
Eh, no... Nel frattempo ieri primo fiore di Spacecoast KOT, il fiore più vigoroso, nuovo, costoso, avanzato geneticamente e fico della mia collezione di hemero:

P.
lunedì 2 giugno 2008
E' primavera
e ho comprato la macchina fotografica nuova, che va a sostituire quella che hanno tazzato a mia sorella l'estate scorsa. Così ne ho approfittato per fare un centinaio di foto ieri, vi propongo le più belline:



(da notare a sinistra come si staglia l'unico stelo che mi è rimasto di Conjuration, dopo la razzia di un mese fa...)
Ce ne sarebbe un'altra di foto bellina, però non la metto per le connotazioni politico-social-religiose che potrebbe acquisire nella mente di qualcuno dei miei lettori. E dire che era la più attinente al titolo del post... Mercoledì notte-campus, mi piacerebbe un casino esserci, ma mi sa che mancherò, dato che sono in un altro posto... What a pity! Lunedì scorso, prima del post, triangolare 11vs11 (analistivsgeometrivstuttiglialtri). Chi ha vinto? Beh, noi... Cose notevoli da rimarcare? Ottanta minuti sulla fascia sinistra, con licenza di attaccare fregandosene totalmente della copertura, tanto che quando attaccavano gli altri era un continuo "ma chi cazzo c'è sulla sinistra?". Ottanta minuti di proiezioni offensive (spesso inutili) e tanta, tanta, tanta corsa. Che fatica, ragazzi. E un gol sfiorato, e un altro quasi sfiorato, addirittura di testa su calcio d'angolo. Che se lo facevo per festeggiare mi facevo tutto il perimetro del Campus di corsa sventolando la maglia e invocando il tifo della curva. E nel contempo travolgendo Mancini seduto in panchina. Ah, no...
P.



(da notare a sinistra come si staglia l'unico stelo che mi è rimasto di Conjuration, dopo la razzia di un mese fa...)
Ce ne sarebbe un'altra di foto bellina, però non la metto per le connotazioni politico-social-religiose che potrebbe acquisire nella mente di qualcuno dei miei lettori. E dire che era la più attinente al titolo del post... Mercoledì notte-campus, mi piacerebbe un casino esserci, ma mi sa che mancherò, dato che sono in un altro posto... What a pity! Lunedì scorso, prima del post, triangolare 11vs11 (analistivsgeometrivstuttiglialtri). Chi ha vinto? Beh, noi... Cose notevoli da rimarcare? Ottanta minuti sulla fascia sinistra, con licenza di attaccare fregandosene totalmente della copertura, tanto che quando attaccavano gli altri era un continuo "ma chi cazzo c'è sulla sinistra?". Ottanta minuti di proiezioni offensive (spesso inutili) e tanta, tanta, tanta corsa. Che fatica, ragazzi. E un gol sfiorato, e un altro quasi sfiorato, addirittura di testa su calcio d'angolo. Che se lo facevo per festeggiare mi facevo tutto il perimetro del Campus di corsa sventolando la maglia e invocando il tifo della curva. E nel contempo travolgendo Mancini seduto in panchina. Ah, no...P.
lunedì 26 maggio 2008
The answer
Che ruolo abbiamo in quel casino mondiale che è la vita? Cosa dobbiamo fare? Come dobbiamo muoverci in quella selva di relazioni che ci circondano? In che scala dobbiamo mettere valori come amicizia, rispetto per le persone, onestà? Ci sono troppe persone che non sanno niente di noi, e troppi di cui non sappiamo nulla. E chi siamo per commentare e giudicare, senza sapere nulla? E perché così tante persone si permettono di sputare giudizi e sentenze? E' così facile essere fraintesi. Nelle parole e nei fatti. Ci sono così tante variabili impazzite nella vita. Non sai mai cosa andrà a succedere. Non te lo aspetti e zac, cambia tutto, come nei sogni. Troppi calcoli. Vivi e basta. La vita non è un teorema, non è una dimostrazione. Purtroppo. O per fortuna?
P.
P.
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